Corte Costituzionale: dichiarata incostituzionale la norma del Decreto Balduzzi che vieta utilizzo dei PC nei locali pubblici per il gioco online

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Corte Costituzionale: dichiarata incostituzionale la norma del Decreto Balduzzi che vieta utilizzo dei PC nei locali pubblici per il gioco online

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La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 104/2025, ha dichiarato incostituzionale l’articolo 7, comma 3‑quater, del decreto legge 158/2012 (“Decreto Balduzzi“) che proibiva la messa a disposizione in locali pubblici di apparecchi con accesso a internet utilizzabili per il gioco online. È stata inoltre annullata la sanzione fissa da 20.000 €, prevista dalla legge di stabilità 2016.

Il divieto era formulato in modo generale e interessava qualunque dispositivo — computer, tablet, totem — potenzialmente collegabile a siti di gioco, indipendentemente dall’uso concreto. La Corte ha ritenuto questa “inclusione eccessivamente estesa” sproporzionata, illegittima nel principio di ragionevolezza (art. 3 Cost.) e lesiva della libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.) e del diritto di proprietà (art. 42 Cost.).

Nonostante riconosca la validità dell’obiettivo di prevenire la ludopatia, la Corte ha sottolineato che il divieto non distingue tra uso effettivo e mera presenza del dispositivo, risultando dunque uno strumento inadeguato rispetto alla finalità perseguita. Vi è stato inoltre un conflitto con il diritto europeo, incluse le tutele garantite dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dal Protocollo addizionale alla CEDU.

Con la cancellazione della sanzione fissa, la Corte Costituzionale afferma la necessità di graduazione della pena in base alla gravità concreta, facendo leva sul principio di proporzionalità.

Lo studio legale Ripamonti ha commentato con una nota ufficiale la pronuncia favorevole: “Gli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti, titolari dell’omonimo studio legale con sede in Viterbo, piazza San Francesco 2, sono lieti ed entusiasti di comunicare che la Corte Costituzionale– all’esito dell’udienza di discussione del 7 maggio 2025, nella cui sede l’Avv. Marco Ripamonti ha illustrato il contenuto delle memorie depositate presso la Cancelleria della Consulta a sostegno delle questioni di incostituzionalità sollevate dalla Corte di Cassazione e dal Tribunale di Viterbo – la medesima Consulta, con sentenza depositata il 10 luglio 2025, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 7, co. 3 quater del DL 13/09/2012 n. 158, convertito in legge 08/11/2012 n. 189 (Balduzzi), nonché della relativa sanzione di cui all’art. 1, co. 923, primo periodo, Legge 28/12/2015 n. 208. Lo Studio riserva ulteriori precisazioni all’esito di una più approfondita disamina della sentenza resa, avente n. 104/2025″.

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